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PATROCINIO A SPESE DELLO STATO IN MATERIA PENALE

PATROCINIO A SPESE DELLO STATO IN MATERIA PENALE

D.P.R. N. 115/02

SOGGETTI LEGITTIMATI A RICHIEDERE IL BENEFICIO

Al beneficio del Patrocinio a spese dello Stato possono accedere tutti i cittadini italiani che sono parti nel giudizio o possono divenirlo.

Possono quindi essere ammessi al beneficio l'indagato, l'imputato, il condannato, la persona offesa dal reato, il danneggiato che intenda costituirsi parte civile, il responsabile civile o il civilmente obbligato per la pena pecuniaria.

La richiesta può essere avanzata in ogni stato e grado del processo (art. 75 co. 1) e per tutte le eventuali procedure derivate, accidentali comunque connesse al processo per il quale il beneficio è stato concesso (art. 75 co. 1)

E’ possibile ottenere il beneficio anche per il processo di revisione, per quelli relativi all'applicazione di misure di sicurezza e di prevenzione e per i processi di competenza del tribunale di sorveglianza (art. 75 co. 2)

Possono inoltre essere ammessi, ex Art. 90, al beneficio anche gli stranieri[1], e gli apolidi residenti nello Stato.

Ai sensi dell’Art. 91, non possono, invece, ottenere il beneficio:
a) l'indagato, l'imputato o il condannato per reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell'evasione in materia di imposta sui redditi e sul valore aggiunto;
b) colui il quale è assistito da più di un difensore;
c) il beneficiario che nomini successivamente un secondo difensore.

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[1] NOVITA’ GIURISPRUDENZIALI

Applicabilità della legge sul Gratuito Patrocinio anche per i cittadini stranieri non aventi residenza in italia.

Con sentenza n. 2684 del 10 Marzo 2003 la IV^ Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con riferimento alla normativa sul Patrocinio per i non abbienti a spese dello stato, ha accolto il ricorso presentato da un cittadino straniero a cui era stata rigettata l’istanza di ammissione al beneficio previsto dal D. Leg.vo n. 115/02 sul presupposto della mancata residenza in Italia.

Testo Integrale della sentenza n. 2684/03